La normativa sulle borse di plastica stabilisce se una borsa stampata può essere distribuita gratuitamente, va fatta pagare, è soggetta a imposta o è vietata del tutto, e la risposta cambia da un mercato all'altro. Quasi tutte le regole dipendono da due valori che si fissano nella specifica: lo spessore del film e il contenuto riciclato. Questa guida collega le norme principali di UE, Regno Unito e Stati Uniti a queste scelte d'ordine; formati e stampa sono trattati nella pagina sui sacchetti in plastica personalizzati. Si tratta di una panoramica per chi acquista, non di una consulenza legale: gli obblighi dipendono dal ruolo dell'azienda (titolare del marchio, importatore, distributore o rivenditore) e vanno confermati con l'autorità competente o con il sistema di conformità di riferimento.
Stato di questa sintesi: verificata a ottobre 2026. Date e cifre cambiano, quindi vanno sempre controllate le fonti ufficiali indicate.
Quali norme riguardano una borsa di plastica stampata?
Si applicano quattro tipi di norma: restrizioni sulle borse sottili (contributi o divieti definiti in micron o mil), norme sul contenuto riciclato e imposte, contributi di responsabilità estesa del produttore (EPR) calcolati sul peso e limiti alle dichiarazioni ambientali. Quali incidano davvero dipende dal paese, dal tipo di punto vendita e dallo spessore della borsa.
| Tipo di norma | Elemento che la fa scattare | Parametro su cui incidere |
|---|---|---|
| Contributi e divieti per le borse sottili | Spessore inferiore a una soglia (ad es. 50 µm UE, 70 µm Inghilterra) | Spessore, tipo di borsa, uso previsto |
| Contenuto riciclato e imposta | Quota di plastica riciclata (ad es. 30 % per la PPT britannica) | Contenuto riciclato e relative prove |
| EPR e prelievi | Peso della plastica immessa sul mercato | Peso della borsa, materiale |
| Norme sulle dichiarazioni ambientali | Diciture riportate sulla borsa | Testi stampati, etichette |
Che cosa prevede l'UE per le borse di plastica?
Ai sensi della direttiva (UE) 2015/720, che ha modificato la direttiva imballaggi 94/62/CE, gli Stati membri devono ridurre il consumo di borse di plastica in materiale leggero (inferiori a 50 µm) tramite contributi, divieti o obiettivi di riduzione. Le borse in materiale ultraleggero (inferiori a 15 µm) possono essere escluse da tali misure. Dal 1° gennaio 2030 il PPWR introduce una restrizione a livello UE sulle borse di plastica in materiale ultraleggero, con eccezioni.
Direttiva (UE) 2015/720: le soglie di 15 e 50 micron
La direttiva ha definito tre categorie, ancora oggi usate dalle leggi nazionali:
| Categoria | Spessore | Trattamento secondo la direttiva |
|---|---|---|
| Borse di plastica in materiale ultraleggero | Inferiore a 15 µm | Possono essere escluse dalle misure di riduzione, in genere quando servono per ragioni igieniche o come imballaggio primario per alimenti sfusi |
| Borse di plastica in materiale leggero | Inferiore a 50 µm | Gli Stati membri devono adottare misure: un obiettivo di consumo (non più di 90 borse pro capite all'anno entro fine 2019 e 40 entro fine 2025) e/o garantire che le borse non siano fornite gratuitamente al punto vendita entro fine 2018 |
| Borse di plastica più spesse | 50 µm e oltre | Non rientrano nelle misure obbligatorie di riduzione, ma gli Stati membri possono intervenire |
Poiché ogni Stato membro ha scelto misure proprie, la stessa borsa può essere lecita e gratuita in un paese, a pagamento in un altro e vietata in un terzo.
PPWR, regolamento (UE) 2025/40
Il Regolamento imballaggi e rifiuti di imballaggio è entrato in vigore l'11 febbraio 2025 e si applica in via generale dal 12 agosto 2026. Per le borse di plastica conta sotto quattro aspetti:
- Le restrizioni dell'allegato V dal 1° gennaio 2030 comprendono le borse di plastica in materiale ultraleggero, con eccezioni (ad esempio quando sono necessarie per ragioni igieniche o usate come imballaggio primario per alimenti sfusi, per contribuire a prevenire lo spreco alimentare). Per l'ambito esatto vanno verificati il testo definitivo e le eventuali linee guida.
- Il PPWR conferma l'obbligo, per gli Stati membri, di ottenere una riduzione sostenuta del consumo di borse di plastica in materiale leggero.
- Contenuto riciclato: dal 1° gennaio 2030 al più presto, gli imballaggi in plastica devono contenere una quota minima di materiale riciclato; per gli imballaggi in plastica diversi da quelli sensibili al contatto e dalle bottiglie monouso per bevande la quota è del 35 %, che sale al 65 % nel 2040. Le modalità di calcolo e le esenzioni sono stabilite da atti di esecuzione.
- Riciclabilità: dal 1° gennaio 2030 gli imballaggi devono rientrare nelle classi di riciclabilità A, B o C, con criteri di progettazione per il riciclo previsti entro il 2028; i contributi EPR saranno modulati in base alla classe.
L'articolo 9 del PPWR consente inoltre agli Stati membri di imporre che le borse di plastica in materiale ultraleggero e leggero siano compostabili. L'etichettatura ai sensi dell'articolo 12 (etichetta armonizzata per la raccolta differenziata) è attesa da agosto 2028 o più tardi, a seconda dell'atto di esecuzione. Per il regolamento nel suo complesso si veda la guida al PPWR.
Direttiva SUP (UE) 2019/904 sulla plastica monouso
Le borse di plastica in materiale leggero rientrano nella responsabilità estesa del produttore, compresi i costi di pulizia dei rifiuti dispersi e delle misure di sensibilizzazione. La direttiva vieta inoltre le plastiche oxo-degradabili, quindi le borse «oxo-biodegradabili» non possono essere immesse sul mercato UE.
Come applicano le norme Germania, Austria e Paesi Bassi?
Tutti e tre i paesi sono andati oltre il minimo previsto dalla direttiva del 2015. La Germania vieta le borse di plastica in materiale leggero nel commercio al dettaglio, l'Austria vieta in generale le borse di plastica con eccezioni ristrette e i Paesi Bassi non consentono di distribuirle gratuitamente. I dettagli che seguono sono un quadro di riferimento: prima di ordinare va confermato il testo nazionale vigente.
- Germania: le borse di plastica in materiale leggero (da 15 µm a meno di 50 µm) sono vietate nel commercio al dettaglio dal 1° gennaio 2022 in base alla legge sugli imballaggi; restano fuori dal divieto le borse in materiale ultraleggero (inferiori a 15 µm) necessarie per ragioni igieniche o usate per alimenti sfusi e le borse più spesse. Dal 12 agosto 2026 il divieto è contenuto nel § 12(1) del VerpackDG (in precedenza § 5(2) VerpackG), che esenta le borse in materiale ultraleggero solo se necessarie per ragioni igieniche o fornite come imballaggio di vendita per alimenti sfusi. Inoltre, il fondo per la plastica monouso (Einwegkunststofffondsgesetz) prevede un contributo al chilogrammo sulle borse di plastica in materiale leggero immesse sul mercato tedesco, pari a 3,801 €/kg secondo l'attuale ordinanza sulle aliquote, a carico di chi le immette per primo sul mercato (di norma l'importatore) dopo la registrazione in DIVID. Per gli imballaggi immessi sul mercato valgono anche la registrazione LUCID presso ZSVR e l'adesione a un sistema; si veda la guida alla conformità degli imballaggi in Germania e Austria.
- Austria: l'immissione sul mercato di borse di plastica è vietata dal 1° gennaio 2020 (§ 13j AWG 2002; i rivenditori hanno potuto distribuire le scorte residue fino al 31 dicembre 2020). Le eccezioni del § 13k riguardano le borse in materiale ultraleggero prodotte prevalentemente da materie prime rinnovabili e adatte al compostaggio domestico, e le borse riutilizzabili in plastica tessuta con cuciture e manici. Per gli imballaggi immessi sul mercato vale la licenza EPR austriaca tramite un sistema di raccolta; i venditori a distanza esteri che forniscono consumatori privati devono avere un rappresentante autorizzato in Austria dal 1° gennaio 2023.
- Paesi Bassi: le borse di plastica di qualsiasi spessore non possono essere fornite gratuitamente, regola in vigore dal 1° gennaio 2016, ad eccezione delle borse molto sottili (inferiori a 15 µm) usate come unico imballaggio per alimenti sfusi per ragioni igieniche o per prevenire lo spreco alimentare. L'EPR si applica tramite Verpact (in precedenza Afvalfonds Verpakkingen), con obbligo di dichiarazione oltre 50.000 kg all'anno per la maggior parte degli imballaggi e nessuna soglia per i prodotti in plastica monouso.
Quali sono le norme sulle borse di plastica nel Regno Unito?
In Inghilterra i rivenditori devono far pagare almeno 10p per le borse di plastica monouso di spessore pari o inferiore a 70 µm; le borse di carta in Inghilterra non sono soggette al contributo. A parte, la UK Plastic Packaging Tax (PPT) si applica agli imballaggi in plastica con meno del 30 % di plastica riciclata, nella misura di 228,82 £ per tonnellata dal 1° aprile 2026. Scozia, Galles e Irlanda del Nord hanno norme proprie sul contributo.
Il contributo sulle borse in Inghilterra
- Si applica alle borse di plastica monouso di spessore pari o inferiore a 70 µm, fornite nuove per trasportare la merce fuori dal punto vendita o per la consegna.
- Contributo minimo di 10p dal 21 maggio 2021, quando è stato portato da 5p ed esteso a tutti i rivenditori, indipendentemente dalle dimensioni.
- Le borse di carta non rientrano nel contributo in Inghilterra.
- Esistono esenzioni per alcuni prodotti, come certi alimenti non confezionati e i medicinali; l'elenco completo è nelle indicazioni governative.
Una borsa con spessore superiore a 70 µm resta fuori dal contributo, ma per avere senso dal punto di vista commerciale e ambientale deve comunque essere realmente adatta al riutilizzo, e non dovrebbe collocarsi proprio sulla soglia, date le tolleranze del film (si veda la guida allo spessore dei sacchetti in plastica).
Scozia, Galles e Irlanda del Nord
La Scozia applica un minimo di 10p (dal 1° aprile 2021) e il Galles un minimo di 5p (dal 1° ottobre 2011) sulle borse monouso, comprese quelle di carta. Il prelievo dell'Irlanda del Nord è di 25p (dal 1° aprile 2022) sulle borse nuove di qualsiasi materiale, monouso o riutilizzabili, con prezzo di vendita fino a 5 £. Le esenzioni variano da una nazione all'altra, quindi prima di stampare sulle borse il prezzo o diciture di legge vanno verificate le indicazioni vigenti di ciascun governo. Nel febbraio 2026 il Galles ha rinviato la fase del divieto della plastica monouso che doveva includere le borse.
Plastic Packaging Tax
- Aliquota: 228,82 £ per tonnellata dal 1° aprile 2026.
- Ambito: componenti di imballaggio in plastica con meno del 30 % di plastica riciclata in peso, pieni o vuoti. Le borse e le buste per spedizione sono imballaggi in plastica.
- Chi: i produttori e gli importatori nel Regno Unito di 10 tonnellate o più di imballaggi in plastica in 12 mesi devono registrarsi presso HMRC, anche se i loro imballaggi hanno un contenuto riciclato pari o superiore al 30 %.
- Prove: la posizione sul contenuto riciclato deve essere supportata da registrazioni; la documentazione sulla quota riciclata e sulla sua origine va chiesta al fornitore.
Un produttore non britannico non è il soggetto tenuto al pagamento dell'imposta nel Regno Unito: lo è l'importatore britannico. Con circa 15-20 g per borsa da punto vendita, 10 tonnellate corrispondono a circa 500.000-670.000 borse, quindi molti rivenditori raggiungono la soglia una volta aggiunti gli altri imballaggi in plastica.
pEPR e riciclo
L'EPR sugli imballaggi nel Regno Unito si applica ai produttori che superano le soglie di fatturato e di tonnellaggio; il soggetto obbligato è l'importatore britannico o il titolare del marchio, non un produttore estero. Nell'ambito delle riforme Simpler Recycling in Inghilterra, la raccolta dei film in plastica da famiglie e imprese era prevista entro il 31 marzo 2027, ma a luglio 2026 il Defra ha annunciato un rinvio al 2030 (indicato come 1° aprile 2030), con modifica dei regolamenti; per il calendario fanno fede le indicazioni governative vigenti. Il quadro britannico più ampio è nella guida alle norme sugli imballaggi nel Regno Unito.
Quali leggi sulle borse di plastica esistono negli Stati Uniti?
Non esiste una legge federale statunitense sulle borse di plastica. Divieti e contributi sono stabiliti da Stati, contee e città e variano per i punti vendita coperti e per l'ammissione di borse di plastica più spesse «riutilizzabili». California e New York hanno due dei divieti statali più noti. Le borse carryout sono quelle fornite alla cassa per portare via la merce.
- California, SB 1053: la SB 270 (2014) vietava le borse di plastica carryout monouso nei punti vendita rientranti nell'ambito della legge; dal 1° gennaio 2026 le borse di plastica carryout sono vietate nei punti vendita coperti (in genere negozi di alimentari, grandi rivenditori con farmacia, minimarket e negozi di liquori, come definiti dalla legge), comprese le borse di plastica «riutilizzabili» più spesse che il precedente regime della SB 270 consentiva. Le borse di carta carryout devono rispettare le norme su contenuto riciclato e marcatura e prevedere un contributo minimo. Ristoranti e altre attività non incluse nella definizione di punto vendita coperto possono essere soggetti a ordinanze locali.
- New York: dal 1° marzo 2020 il Bag Waste Reduction Act dello Stato vieta la maggior parte delle borse di plastica carryout presso le attività che riscuotono l'imposta sulle vendite (sales tax), con esenzioni che comprendono, tra le altre, le borse usate da ristoranti e simili esercizi di ristorazione per l'asporto o la consegna di cibo e le borse per alimenti affettati o preparati su ordinazione. La legge statale non fissa un contenuto riciclato minimo per le borse di carta, e alcune città e contee aggiungono un contributo di 5 centesimi sulla borsa di carta.
- New Jersey: dal 4 maggio 2022 sono vietate le borse di plastica carryout monouso, e le borse di carta carryout sono vietate nei grandi supermercati (2.500 sq ft o più).
- Diversi altri Stati e molte città hanno restrizioni proprie, e alcuni definiscono le borse di plastica riutilizzabili in base a uno spessore minimo in mil e ad altri criteri di durabilità, resi nel tempo più severi.
Per le borse stampate destinate agli Stati Uniti vanno verificate le norme di ogni Stato e città in cui saranno usate, conservando la documentazione su spessore e contenuto riciclato. Il quadro nazionale, comprese le leggi statali sull'EPR, è nella guida alle normative statunitensi sugli imballaggi per il foodservice. I dazi all'importazione sulle merci turche sono cambiati di frequente e vanno verificati al momento dell'ordine.
Che cosa si può stampare sulla borsa?
Le diciture stampate devono essere accurate e supportate da prove. Nell'UE la direttiva (UE) 2024/825 si applica dal 27 settembre 2026 e vieta le dichiarazioni ambientali generiche come «eco-friendly» o «green» senza una prestazione ambientale eccellente riconosciuta. Nel Regno Unito si applicano il CMA Green Claims Code e il DMCC Act 2024, con sanzioni pecuniarie dirette per le violazioni del diritto dei consumatori.
- «Realizzato con il 30 % di plastica riciclata» è accettabile solo se ci sono prove per quella quota.
- «Riciclabile» deve riflettere un accesso reale alla raccolta per gli utenti finali; per i film significa spesso il ritiro in negozio, e negli Stati Uniti le FTC Green Guides fissano un test della «maggioranza sostanziale».
- «Biodegradabile» va evitato sulle borse in PE convenzionale; le plastiche oxo-degradabili sono vietate nell'UE.
- In alcune giurisdizioni sono richieste marcature specifiche sulle borse riutilizzabili o con contenuto riciclato; la California ha norme di marcatura per le borse carryout.
La differenza tra dichiarazioni di riciclabilità, compostabilità e biodegradabilità è trattata nell'approfondimento su imballaggi riciclabili e compostabili. Per chi valuta il passaggio alla carta a causa di queste norme c'è il confronto tra sacchetti da asporto in carta e in plastica e, per le regole sulle borse di carta, la guida alla normativa sulle borse di carta nei diversi mercati.
Checklist di conformità prima di ordinare borse di plastica stampate
- Elencare ogni paese, regione e tipo di punto vendita in cui le borse saranno usate.
- Confrontare lo spessore con le soglie locali e tenere il valore nominale ben distante da ogni limite.
- Stabilire il contenuto riciclato e ottenere le prove dal fornitore (quota PCR o PIR, origine).
- Confermare chi è l'importatore, il produttore o il primo soggetto che immette le borse sul mercato in ciascun paese, e chi si registra per EPR, PPT o prelievi.
- Calcolare il peso per borsa e il tonnellaggio annuo per le dichiarazioni EPR, PPT e dei prelievi.
- Verificare tutte le dichiarazioni ambientali e le marcature obbligatorie presenti nel file grafico.
- Per l'uso a contatto con alimenti, richiedere una dichiarazione di conformità (DoC) e verificare l'idoneità del contenuto riciclato.
- Annotare la data della verifica, poiché queste norme cambiano spesso.
Completata la verifica dei mercati, specifiche tecniche e file grafico si inviano tramite la pagina sui sacchetti in plastica personalizzati o la pagina contatti, indicando il mercato di utilizzo, così che possa essere considerato nella revisione tecnica.