Un bicchiere, una scatola o una busta la cui specifica viene approvata quest'anno sarà ancora in commercio quando le classi di riciclabilità del PPWR cominceranno a decidere se può essere venduto nell'UE. Le classi di riciclabilità PPWR del Regolamento (UE) 2025/40 assegnano a ogni unità di imballaggio una classe A, B o C in base alla progettazione per il riciclaggio. Dal 1° gennaio 2030 al più presto, gli imballaggi inferiori alla classe C non potranno essere immessi sul mercato; dal 1° gennaio 2038 resteranno ammesse solo le classi A e B. Anche i contributi EPR saranno modulati in base alla classe, che quindi peserà sui costi prima ancora di decidere che cosa è ammesso.
Questa pagina spiega come funziona la classificazione, che cosa è già fissato nel Regolamento e che cosa è ancora in corso di redazione, e quali conseguenze ha per i formati in carta, cartoncino e flessibili. Per il quadro generale del PPWR (ruoli, PFAS, riutilizzo, scadenze) conviene partire dalla nostra panoramica sul PPWR per acquirenti del foodservice e dell'e-commerce. Si tratta di un orientamento, non di una consulenza legale: gli obblighi vanno confermati con l'autorità competente o con il sistema di conformità.
Situazione aggiornata a ottobre 2026. Fonti: Regolamento (UE) 2025/40, articolo 6 e allegato II, su EUR-Lex (eur-lex.europa.eu/eli/reg/2025/40/oj), e comunicazione di orientamento della Commissione C(2026) 3702 del 5 giugno 2026 (non vincolante).
Che cosa sono le classi di riciclabilità del PPWR?
Le classi di riciclabilità del PPWR sono tre classi di prestazione, A, B e C, che esprimono quanto un'unità di imballaggio sia progettata per il riciclaggio, come percentuale ponderata in base ai criteri che la Commissione adotterà per ciascuna categoria di imballaggio. La classe A corrisponde ad almeno il 95%, la B ad almeno l'80%, la C ad almeno il 70%. Sotto il 70% l'imballaggio è «tecnicamente non riciclabile» e, una volta che le classi si applicano (1° gennaio 2030, oppure 24 mesi dopo gli atti delegati se successivo), non può essere immesso sul mercato.
| Classe (allegato II, tabella 3) | Valutazione della progettazione per il riciclaggio per unità | 2030 | 2035 | 2038 |
|---|---|---|---|---|
| A | 95% o più | Consentita | Consentita se anche riciclata su larga scala | Consentita se anche riciclata su larga scala |
| B | 80% o più | Consentita | Consentita se anche riciclata su larga scala | Consentita se anche riciclata su larga scala |
| C | 70% o più | Consentita | Consentita se anche riciclata su larga scala | Immissione sul mercato non consentita |
| Sotto il 70% | Tecnicamente non riciclabile | Immissione sul mercato non consentita | Immissione sul mercato non consentita | Immissione sul mercato non consentita |
La percentuale non dice «quanto di questo imballaggio viene effettivamente riciclato»: è il punteggio di una valutazione della progettazione per il riciclaggio, che pesa materiali e componenti dell'imballaggio rispetto ai criteri della sua categoria. I volumi effettivamente riciclati entrano in gioco più avanti, con la verifica distinta del riciclato su larga scala.
Perché alcune fonti parlano di classi da A a E?
Le prime bozze del PPWR, compresa la proposta della Commissione del 2022, usavano una scala a cinque classi da A a E. Il Regolamento (UE) 2025/40 adottato ne prevede solo tre, A, B e C, più la fascia «tecnicamente non riciclabile» sotto il 70%. Se un fornitore, un consulente o uno strumento software cita una «classe D» o una «classe E», sta usando la scala delle bozze e il risultato va riespresso rispetto all'allegato II, tabella 3.
Quando si applicano le classi?
Le classi si applicano dal 1° gennaio 2030 oppure 24 mesi dopo l'entrata in vigore degli atti delegati sulla progettazione per il riciclaggio, se successivo. La Commissione deve adottare tali atti entro il 1° gennaio 2028. Il requisito del riciclato su larga scala segue dal 1° gennaio 2035 (o cinque anni dopo i relativi atti di esecuzione, se successivo), e dal 1° gennaio 2038 sono ammesse solo le classi A e B.
| Data | Che cosa accade | Articolo |
|---|---|---|
| 12 agosto 2026 | Si applica il principio generale per cui l'imballaggio deve essere riciclabile (art. 6(1)); finché non esistono gli atti delegati, restano di riferimento i requisiti della precedente Direttiva imballaggi e norme come la EN 13430 (orientamenti della Commissione) | Art. 6(1) |
| Entro il 1° gennaio 2028 | La Commissione adotta i criteri di progettazione per il riciclaggio e le classi per categoria di imballaggio, oltre a un quadro per la modulazione dei contributi EPR | Art. 6(4) |
| Circa 18 mesi dopo gli atti delegati e di esecuzione | Contributi EPR modulati in base alla classe | Art. 6(8) |
| 1° gennaio 2030, oppure 24 mesi dopo gli atti delegati se successivo | Possono essere immessi sul mercato solo imballaggi di classe A, B o C | Art. 6(3) |
| Entro il 1° gennaio 2030 | La Commissione adotta la metodologia per il riciclato su larga scala | Art. 6(5) |
| 1° gennaio 2035, oppure 5 anni dopo i relativi atti di esecuzione se successivo | L'imballaggio deve essere anche riciclato su larga scala | Art. 6(2)(b) |
| 1° gennaio 2038 | Solo classi A o B | Art. 6(3) |
Due dettagli contano per la pianificazione. Primo: secondo gli orientamenti della Commissione, i fabbricanti non devono eseguire la valutazione di conformità PPWR sulla riciclabilità finché gli atti delegati non entrano in vigore, quindi ogni «classe PPWR» indicata oggi è una stima. Secondo: il Regolamento concede agli operatori tre anni per adeguarsi a criteri di progettazione per il riciclaggio nuovi o aggiornati, perciò i criteri potrebbero essere rivisti durante il ciclo di vita di un articolo a lunga permanenza sul mercato.
Come viene valutata la classe?
Il fabbricante valuta ogni unità di imballaggio rispetto ai criteri della sua categoria nell'allegato II, tabella 1, ponderando il risultato per unità. I componenti integrati (un accoppiato interno, una finestra incollata) sono valutati insieme al corpo principale; i componenti separati (un coperchio, una fascia sciolta) sono valutati a parte; e ogni componente deve essere compatibile con la raccolta, la selezione e il riciclaggio consolidati e non deve ostacolare il riciclaggio del corpo principale (articolo 6(9)).
L'allegato II, tabella 4, elenca i parametri su cui si baseranno i criteri. Quelli più rilevanti per carta stampata e imballaggi flessibili:
- Additivi e rivestimenti che possono causare errori di selezione o contaminare il materiale riciclato.
- Etichette e fasce: copertura, materiale e adesivo. Per l'effetto di materiale frontale e adesivo sul risultato, vedere etichette e riciclabilità.
- Chiusure e piccoli componenti, compresi rivestimenti interni e sigilli.
- Inchiostri, vernici e adesivi.
- Strati barriera e loro separabilità.
- Struttura composita: quanto materiale non prevalente è presente e se si separa.
Le categorie contano quanto i parametri. Carta e cartoncino rientrano in due categorie: la categoria 2 (imballaggi in carta/cartone, compresi gli imballaggi flessibili in carta) e la categoria 3 (imballaggi compositi a prevalenza di carta o cartone, compresi i bicchieri di carta accoppiati con poliolefine, il cartoncino plastificato o metallizzato e la carta con rivestimenti interni o finestre in plastica). I flessibili in plastica ricadono nei flessibili in PE (categoria 11), nei flessibili in PP (13) o negli altri flessibili in plastica, compresi i multimateriale (18). La categoria di un articolo determina rispetto a quali criteri sarà misurato.
Come incideranno le classi sui contributi EPR?
I contributi EPR devono essere modulati in base alla classe di riciclabilità circa 18 mesi dopo l'entrata in vigore degli atti delegati e di esecuzione, secondo un quadro definito negli atti delegati. In pratica, è probabile che un articolo di classe C comporti contributi EPR più alti rispetto a un articolo equivalente di classe A già dalla fine degli anni 2020, ben prima che la classe C venga eliminata nel 2038.
In diversi Paesi i sistemi nazionali differenziano già i contributi in base alla riciclabilità, e il quadro del PPWR ne armonizzerà la base. I livelli dei contributi resteranno però stabiliti a livello nazionale, quindi il divario di costo tra le classi varierà da Paese a Paese. I dettagli sui sistemi nazionali di Germania e Austria sono nella nostra guida alla conformità degli imballaggi in Germania e Austria.
Che cosa non è ancora noto?
Soglie e scadenze sono fissate nel Regolamento; i criteri da cui derivano le percentuali no. A ottobre 2026 gli atti delegati sulla progettazione per il riciclaggio per ciascuna categoria di imballaggio non sono stati adottati, e lo stesso vale per la metodologia del riciclato su larga scala.
Restano aperti:
- Il metodo di ponderazione e i criteri specifici per materiale di ciascuna categoria, compresa la quantità di rivestimento, inchiostro o adesivo che un articolo in carta può avere pur raggiungendo la classe A o B.
- Come saranno valutati carta rivestita, bicchieri politenati e carta con finestre all'interno della categoria 3, e quali metodi di prova di laboratorio saranno richiamati.
- Le soglie di riciclato su larga scala per categoria.
- L'esatta modulazione dei contributi EPR in ciascuno Stato membro.
Strumenti di settore come il metodo di laboratorio CEPI per la ripulpabilità della carta e RecyClass per le plastiche sono indicatori utili della direzione, e gli atti delegati devono tenere conto delle norme europee. Vanno però intesi come preparazione: il loro esito non è una classe PPWR.
Implicazioni progettuali per famiglia di materiali
La direzione più sicura è la stessa per tutte le famiglie: mantenere il materiale prevalente il più puro possibile compatibilmente con la funzione, rendere facilmente separabili gli altri componenti e raccogliere fin d'ora evidenze di prova. I dettagli variano da formato a formato, e i confronti approfonditi si trovano nelle pagine collegate sotto.
| Formato | Categoria abituale | Principali rischi per la classe | Direzione progettuale | Pagina di approfondimento |
|---|---|---|---|---|
| Carta e cartoncino con rivestimenti barriera (box da asporto, sacchetti per alimenti, involucri) | 2 o 3, a seconda del rivestimento | Grammatura e tipo di rivestimento, barriera ai grassi senza PFAS, forte copertura d'inchiostro, cera | La grammatura di rivestimento più bassa che garantisca la tenuta al prodotto; dispersione o carta antigrasso raffinata dove le prestazioni lo consentono; test di ripulpabilità sulla carta rivestita | rivestimenti barriera per imballaggi in carta |
| Sacchetti in carta con finestra in film | 3 | Materiale e dimensione del film della finestra; adesivo | Finestre più piccole, film scelto per separarsi nel pulper, oppure soluzioni senza finestra | sacchetti in carta con finestra |
| Scatole e-commerce e da spedizione in cartone ondulato | 2 | Nastri in plastica, finiture plastificate, lamina, inserti misti | Nastri di carta o chiusure incollate; inserti in carta; vernice al posto della plastificazione con film | scatole e-commerce personalizzate stampate |
| Bicchieri di carta politenati | 3 | Quota di PE, separabilità in cartiera, disponibilità di cartiere in grado di trattare i bicchieri | Rivestimenti più sottili o su un solo lato, rivestimenti in dispersione testati per bevande calde, allineamento con i circuiti di raccolta dei bicchieri | rivestimenti dei bicchieri di carta |
| Accoppiati multimateriale e buste (PET/PE, alluminio) | 18 | Polimeri incompatibili, foglio di alluminio | Passare a strutture monomateriale dove la barriera lo consente | buste monomateriale riciclabili |
| Sacchetti e buste in mono-PE | 11 | Strati barriera, inchiostri, etichette in PET o carta, materiale della zip | Zip ed etichette in PE; rivestimenti barriera sottili; copertura d'inchiostro contenuta | buste monomateriale riciclabili |
Carta e cartoncino con rivestimenti e finestre
Per gli articoli in carta è il pulper a decidere la riciclabilità: le fibre devono separarsi e i componenti non fibrosi devono disperdersi senza danni oppure essere eliminati con la vagliatura. Una barriera leggera e ben scelta e una finestra piccola e separabile sono tipicamente meglio posizionate di un accoppiato pesante o di una finestra ampia con adesivo forte. Vanno richiesti i risultati dei test di ripulpabilità sulla carta rivestita finita, non solo la scheda tecnica del rivestimento. Il disegno di stampa conta meno della struttura, ma inchiostri metallici a piena copertura e vernici pesanti vanno verificati.
Scatole in cartone ondulato
Il cartone ondulato semplice è tra i materiali da imballaggio più riciclati in Europa, perciò il rischio per la classe delle scatole e-commerce sta soprattutto nelle aggiunte: strisce di strappo in plastica, stampa con plastificazione a film, stampa a caldo con lamina, magneti e inserti in schiuma. Conviene eliminarli già in fase di progetto. Il dimensionamento delle scatole e lo spazio vuoto sono un tema PPWR a parte, trattato in imballaggi e-commerce e PPWR.
Bicchieri politenati
I bicchieri politenati sono imballaggi compositi in carta, e la loro classe dipenderà da come i criteri tratteranno i rivestimenti in poliolefine e dalla capacità delle cartiere di separarli. Si tratta di una questione distinta dalla restrizione dell'allegato V per il consumo in loco dal 2030, che gli orientamenti della Commissione applicano agli imballaggi a base carta con il 5% o più di plastica, e dalla Direttiva SUP, che considera qualsiasi bicchiere rivestito in plastica un prodotto in plastica monouso. I percorsi di riciclaggio dei bicchieri sono trattati in riciclaggio dei bicchieri di carta.
Accoppiati, buste e mono-PE
Per i flessibili in plastica il passo decisivo è il passaggio da multimateriale a monomateriale. Un accoppiato PET/PE o con alluminio rientra negli «altri flessibili in plastica, compresi i multimateriale», dove i percorsi di riciclaggio sono limitati. Le strutture in mono-PE o mono-PP con rivestimenti barriera compatibili puntano invece alle categorie dei flessibili in PE o in PP. Gli obiettivi di contenuto riciclato per gli imballaggi in plastica, applicabili non prima del 2030, si affiancano alle classi; le opzioni di accoppiato sono messe a confronto in strutture degli accoppiati per buste.
Quali imballaggi sono esenti dai requisiti di riciclabilità?
L'articolo 6(11) esclude un breve elenco di tipologie di imballaggio, perlopiù in ambito medicale, farmaceutico, alimenti per l'infanzia e merci pericolose. I normali imballaggi per foodservice ed e-commerce non sono esenti.
Le esenzioni dell'articolo 6 sono:
- Imballaggi primari di medicinali per uso umano e veterinario e imballaggi esterni, quando servono a preservare la qualità del medicinale.
- Imballaggi sensibili al contatto di dispositivi medici e dispositivi medico-diagnostici in vitro.
- Imballaggi sensibili al contatto per latte in formula, latte di proseguimento, alimenti a base di cereali trasformati, alimenti per lattanti e alimenti a fini medici speciali.
- Imballaggi usati per il trasporto di merci pericolose.
- Imballaggi per la vendita in legno leggero, sughero, tessuto, gomma, ceramica, porcellana o cera (la modulazione dei contributi EPR si applica comunque).
Separatamente, l'articolo 6(10) consente che un «imballaggio innovativo» non conforme ai criteri sia messo a disposizione per un massimo di cinque anni dalla fine dell'anno in cui è stato immesso sul mercato, previa notifica all'autorità competente con giustificazione tecnica. È una via stretta, non qualcosa su cui basare la pianificazione. La Commissione deve riesaminare le esenzioni entro il 1° gennaio 2035.
Che rapporto c'è tra classi, dichiarazioni di riciclabilità e imballaggi compostabili?
Una classe PPWR è una classificazione normativa, non una dichiarazione di marketing. Ai sensi della Direttiva (UE) 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori, che si applica dal 27 settembre 2026, le dichiarazioni ambientali richiedono prove a sostegno, e una classe non può essere stampata come etichetta per il consumatore salvo che le norme armonizzate lo consentano. Gli imballaggi compostabili, al di fuori dei pochi formati elencati nell'articolo 9, devono inoltre essere progettati per il riciclaggio dei materiali. La formulazione delle dichiarazioni è trattata in imballaggi riciclabili, compostabili e biodegradabili.
Prossimo passo: verificare gli articoli con i volumi più elevati
Il primo passo è un elenco degli articoli ordinati per volume annuo, con la loro struttura: materiale prevalente, rivestimento, finestre, inchiostri, adesivi, chiusure. Tutto ciò che aggiunge un secondo materiale va segnalato, chiedendo al fornitore prove di ripulpabilità o riciclabilità sulla struttura attuale. I risultati confluiscono nel fascicolo tecnico alla base della dichiarazione di conformità PPWR, mentre le etichette per la selezione si pianificano insieme a un'eventuale riprogettazione, seguendo la nostra guida ai requisiti di etichettatura PPWR. Per far rivedere la struttura di un articolo nuovo o esistente, la specifica si può inviare tramite la nostra pagina contatti; le opzioni vengono confermate in fase di preventivo e di revisione tecnica.