Prima di ordinare anche una sola etichetta stampata, una panetteria, una gastronomia o un'attività di food-to-go deve rispondere a una domanda: l'alimento è preimballato, preimballato per la vendita diretta oppure venduto sfuso? La risposta stabilisce se l'etichetta deve riportare tutte le indicazioni obbligatorie, solo la denominazione e l'elenco degli ingredienti con gli allergeni, oppure se l'etichetta non serve affatto e le informazioni sugli allergeni si forniscono in altro modo. Questa guida riassume in termini semplici le principali norme UE e UK, spiega che cosa comportano per l'etichetta fisica e indica che cosa serve al produttore di etichette. Sono informazioni di carattere generale e non una consulenza legale: i requisiti per il singolo prodotto vanno confermati con l'autorità di controllo competente o con un consulente di diritto alimentare. La guida fa parte della sezione adesivi ed etichette personalizzati per packaging.

Quali norme si applicano: alimenti preimballati, PPDS o sfusi?

Le situazioni trattate in modo diverso sono tre. Gli alimenti preimballati riportano l'elenco completo delle indicazioni obbligatorie. Gli alimenti preimballati per la vendita diretta (PPDS) e quelli sfusi seguono regole più leggere, definite a livello nazionale. Nell'UE le informazioni sugli allergeni sono obbligatorie in tutti e tre i casi, mentre per il resto decidono gli Stati membri.

SituazioneUE (Regolamento (UE) n. 1169/2011)Regno Unito
Alimento preimballatoIndicazioni obbligatorie complete (articolo 9, paragrafo 1) sull'imballaggio o su un'etichetta ad esso applicataStesse indicazioni ai sensi del regolamento assimilato in Gran Bretagna; in Irlanda del Nord continua ad applicarsi il regolamento UE
Alimento preimballato per la vendita diretta (confezionato nel locale prima dell'ordine del cliente)Informazioni sugli allergeni obbligatorie (articolo 44, paragrafo 1, lettera a); le altre indicazioni solo se lo Stato membro le richiedeDenominazione dell'alimento ed elenco completo degli ingredienti con gli allergeni evidenziati, sull'imballaggio o su un'etichetta applicata (in tutte e quattro le nazioni del Regno Unito dal 1° ottobre 2021, con regolamenti nazionali distinti)
Alimento sfuso, o confezionato su richiesta del clienteInformazioni sugli allergeni obbligatorie (articolo 44, paragrafo 1, lettera a); le altre indicazioni solo se previste dalle norme nazionaliLe informazioni sugli allergeni devono essere disponibili, ma non necessariamente su un'etichetta

In pratica, «preimballato per la vendita diretta» indica un alimento confezionato nello stesso luogo in cui viene offerto al consumatore e già imballato prima che il cliente lo ordini o lo scelga, come i panini preparati al mattino e confezionati per il banco frigo. Un alimento preparato e confezionato dopo l'ordine del cliente, in genere, non è PPDS. La Food Standards Agency (FSA) pubblica linee guida e uno strumento decisionale per stabilire quale categoria si applichi, utile nei casi dubbi. Per gli alimenti venduti in Scozia, linee guida equivalenti sono pubblicate da Food Standards Scotland.

Che cosa deve riportare l'etichetta di un alimento preimballato nell'UE?

L'articolo 9, paragrafo 1, del Regolamento (UE) n. 1169/2011 elenca le indicazioni obbligatorie: la denominazione dell'alimento, l'elenco degli ingredienti, gli allergeni, la quantità di determinati ingredienti, la quantità netta, il termine minimo di conservazione o la data di scadenza («da consumare entro»), le condizioni di conservazione e d'uso, il nome e l'indirizzo dell'operatore del settore alimentare, il paese d'origine o il luogo di provenienza dove richiesto, le istruzioni per l'uso quando necessarie, il titolo alcolometrico volumico per le bevande con più di 1,2 % in volume e la dichiarazione nutrizionale.

Il Regolamento si applica dal 13 dicembre 2014; la dichiarazione nutrizionale è diventata obbligatoria il 13 dicembre 2016 (articolo 55). Altri punti incidono sul progetto grafico dell'etichetta:

  • Stesso campo visivo: la denominazione dell'alimento, la quantità netta e il titolo alcolometrico (dove applicabile) devono comparire nello stesso campo visivo (articolo 13, paragrafo 5).
  • Lingua: le informazioni obbligatorie devono essere in una lingua facilmente compresa dai consumatori dello Stato membro in cui l'alimento è venduto, e gli Stati membri possono richiedere determinate lingue ufficiali (articolo 15). Possono comparire più lingue insieme.
  • Confezioni piccole: quando la superficie maggiore dell'imballaggio è inferiore a 10 cm², sulla confezione sono obbligatori solo la denominazione, gli allergeni, la quantità netta e la data di durabilità; l'elenco degli ingredienti va fornito in altro modo o su richiesta (articolo 16, paragrafo 2). Su queste confezioni non è richiesta nemmeno la dichiarazione nutrizionale.
  • Le informazioni volontarie non devono indurre in errore e devono essere chiare (articolo 36): vale per qualsiasi dicitura aggiuntiva stampata su un'etichetta.

Le indicazioni nutrizionali e sulla salute presenti sull'etichetta di un alimento sono soggette a norme distinte (Regolamento (CE) n. 1924/2006) e non rientrano in questa guida.

Come vanno indicati gli allergeni sull'etichetta di un alimento?

Gli allergeni devono comparire nell'elenco degli ingredienti, evidenziati in modo da distinguersi dal resto del testo. Se non c'è un elenco degli ingredienti, l'etichetta riporta «contiene» seguito dal nome dell'allergene. L'allegato II del Regolamento (UE) n. 1169/2011 elenca le 14 sostanze.

I 14 allergeni sono: cereali contenenti glutine (grano, segale, orzo, avena e ceppi ibridati), crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte (compreso il lattosio), frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci, anacardi, noci pecan, noci del Brasile, pistacchi e noci macadamia), sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/litro, lupino e molluschi. L'allegato II prevede l'esclusione di alcuni ingredienti derivati.

L'articolo 21 richiede che il nome dell'allergene sia evidenziato con una composizione tipografica che lo distingua chiaramente dal resto dell'elenco, ad esempio per tipo di carattere, stile o colore di fondo. Si usano il grassetto, il maiuscolo o uno sfondo a contrasto. Quando più ingredienti derivano dallo stesso allergene, l'etichetta deve renderlo chiaro per ciascuno. Lo stesso criterio di evidenziazione vale per gli alimenti PPDS nel Regno Unito, ed è per questo che un'etichetta stampata per il PPDS ha di solito la stessa impostazione di un'etichetta per alimenti preimballati, con meno campi.

Diciture come «può contenere» sono volontarie e non seguono una formula prescritta da questo Regolamento; devono basarsi su un'adeguata valutazione del rischio allergeni e non sostituire i controlli sugli allergeni.

Qual è la dimensione minima del carattere sulle etichette alimentari?

Le informazioni obbligatorie devono essere stampate con caratteri la cui altezza della x sia pari ad almeno 1,2 mm, oppure ad almeno 0,9 mm quando la superficie maggiore della confezione è inferiore a 80 cm² (articolo 13, paragrafi 2 e 3). L'altezza della x è l'altezza della lettera minuscola «x», definita nell'allegato IV, e non il corpo del carattere in punti.

Per il fornitore di etichette ciò significa che la dimensione del testo si misura sul risultato stampato, e che lo stesso corpo in punti può dare altezze della x diverse a seconda del font. Le difficoltà nascono di solito con i caratteri condensati e con le etichette piccole. Conviene indicare nell'ordine l'altezza minima della x, richiedere una prova di stampa e misurarla. Il testo obbligatorio deve inoltre essere ben leggibile: non nascosto da pieghe, giunture o sovrapposizioni e non interrotto da altre scritte o immagini (articolo 13, paragrafo 1). Un'etichetta trasparente su una confezione con motivi, o un sigillo rotondo che copre parte dell'elenco degli ingredienti, possono rendere illeggibile un testo altrimenti conforme.

Che cosa ha cambiato la Natasha's Law per le etichette alimentari nel Regno Unito?

Dal 1° ottobre 2021 gli alimenti preimballati per la vendita diretta nel Regno Unito devono riportare la denominazione dell'alimento e l'elenco completo degli ingredienti con gli allergeni evidenziati, direttamente sull'imballaggio o su un'etichetta applicata. In Inghilterra la modifica è stata introdotta dalle Food Information (Amendment) (England) Regulations 2019 (SI 2019/1218), note come Natasha's Law; Scozia (SSI 2021/70), Galles e Irlanda del Nord hanno adottato regolamenti equivalenti con la stessa data di entrata in vigore.

Punti ricavati dallo strumento normativo e dalle linee guida della FSA:

  • L'obbligo riguarda gli alimenti PPDS offerti al consumatore finale o a una collettività (mass caterer). Non si applica alle offerte effettuate con tecniche di comunicazione a distanza, ma le informazioni sugli allergeni devono comunque essere disponibili per l'acquirente.
  • Si applica un'esenzione quando la superficie maggiore dell'imballaggio è inferiore a 10 cm² (la via dell'articolo 16, paragrafo 2, del Regolamento).
  • L'etichetta può trovarsi sull'imballaggio o essere applicata ad esso, e per questo sono diffuse le stampanti termiche in loco e le etichette di base prestampate.
  • Indicazione della data, quantità netta e dichiarazione nutrizionale non sono richieste da questa modifica per gli alimenti PPDS, ma per lo specifico prodotto possono valere altri requisiti.
  • Le linee guida della FSA riguardano Inghilterra, Irlanda del Nord e Galles; Food Standards Scotland pubblica le linee guida per la Scozia. Al momento di progettare le etichette va verificata la versione in vigore di entrambe.

Che cosa comporta per la definizione e la stampa delle etichette?

L'impresa alimentare è responsabile del contenuto dell'etichetta; il produttore di etichette è responsabile di stampare fedelmente il file grafico ricevuto. Contenuti, impaginazione e campi variabili vanno quindi indicati con chiarezza, in modo che la tipografia li riproduca senza modifiche.

  • Il contenuto è fornito e approvato dall'impresa alimentare. La tipografia non verifica l'esattezza di allergeni e ingredienti, e non va richiesto.
  • Testo fisso e testo variabile: marchio, denominazione ed elementi statici stampati in anticipo; date, pesi e testi specifici della ricetta stampati in loco con una stampante termica o con un sistema dedicato.
  • Modifiche di ricetta: ogni ricetta nuova o modificata comporta l'aggiornamento dell'etichetta. Le quantità di rotoli ordinate vanno commisurate alla frequenza con cui cambiano le ricette, per evitare scorte obsolete.
  • Spazio: evidenziazione degli allergeni, altezza minima della x e più lingue richiedono spazio. L'etichetta si dimensiona in base al contenuto, non il contrario; vedere la guida su etichette in rotolo o adesivi in fogli.
  • Materiale: le etichette su sacchetti per panetteria o involucri per panini sono esposte a grassi, condensa e freddo, perciò contano supporto e adesivo; vedere la guida sui materiali per adesivi ed etichette.
  • Posizione: giunture, sigilli o adesivi di chiusura non devono coprire il testo obbligatorio, e un adesivo decorativo non può fare da etichetta di legge.

Che cosa riporta di solito l'etichetta di un prodotto da forno o di food-to-go?

Per i prodotti da forno preimballati, l'etichetta riporta di norma la denominazione dell'alimento, gli ingredienti con gli allergeni evidenziati, la quantità netta, l'indicazione della data, le istruzioni di conservazione, nome e indirizzo dell'operatore e la dichiarazione nutrizionale dove richiesta. Per i prodotti PPDS nel Regno Unito riporta la denominazione e l'elenco degli ingredienti con gli allergeni evidenziati, mentre gli altri campi sono facoltativi o definiti a livello nazionale.

Un percorso decisionale tipico:

  • Prodotto preparato e confezionato prima della vendita e venduto nello stesso negozio: PPDS nel Regno Unito; nell'UE allergeni obbligatori, con le altre indicazioni secondo le norme nazionali.
  • Prodotto confezionato e venduto tramite un'altra impresa o un distributore automatico: in genere preimballato, con indicazioni complete.
  • Prodotto preparato dopo l'ordine del cliente: sfuso, con le informazioni sugli allergeni disponibili con altri mezzi.

I sigilli rotondi con logo sui sacchetti hanno funzione di marchio e di chiusura e non sostituiscono l'etichetta di legge. Se il sigillo deve anche mostrare l'avvenuta apertura, vedere la guida sui sacchetti da asporto con sigillo di garanzia.

Dove si collocano le altre regole sulle etichette?

Le etichette con le informazioni sugli alimenti sono distinte dalle altre etichette dell'imballaggio. L'etichetta armonizzata UE per la selezione dei materiali prevista dal PPWR è un obbligo diverso, trattato nella guida ai requisiti di etichettatura del PPWR. Diciture ambientali come «riciclabile» o «compostabile» sono dichiarazioni trattate nella guida a imballaggi riciclabili, compostabili e biodegradabili. L'idoneità al contatto con gli alimenti dell'imballaggio stesso è trattata nella guida alla conformità degli imballaggi a contatto con alimenti in UE, UK e USA. Le norme nazionali su lingua e alimenti PPDS variano tra i paesi UE, quindi vanno verificate per ciascun mercato (in tedesco l'argomento si cerca come Lebensmittelkennzeichnung, in olandese come etikettering van levensmiddelen).

Che cosa inviare al produttore di etichette

Al produttore servono il file grafico o il testo esatto, il requisito minimo di leggibilità e le condizioni a cui l'etichetta sarà esposta. In questo modo il produttore di etichette può dimensionare, preparare la prova e quotare sulla stessa base.

  • Testo e impaginazione definitivi dell'etichetta, approvati dall'impresa alimentare
  • Quali campi sono fissi e quali stampati in loco, e il modello della stampante in loco
  • Altezza minima della x o corpo minimo in punti, e richiesta di prova di stampa
  • Dimensioni e forma dell'etichetta, e formato (rotolo con anima, senso di svolgimento, oppure fogli)
  • Materiale frontale e adesivo in base alla superficie e alle condizioni (grassi, freddo, umidità)
  • Lingue e mercati
  • Requisiti di colore e di evidenziazione per gli allergeni
  • Quantità per ciascun soggetto e frequenza prevista delle modifiche

La specifica si invia tramite la pagina contatti. Materiali e formati vengono confermati in fase di preventivo e di verifica tecnica. Per la struttura completa della richiesta vedere la guida alla richiesta di preventivo per il packaging.

Per l'abbigliamento il discorso è diverso: le informazioni su fibre e manutenzione seguono le norme tessili, trattate in cosa stampare sul cartellino di un capo di abbigliamento.